La Trans Adriatic Pipeline ha consegnato lo Studio di Impatto Ambientale e Sociale in Italia
21.03.2012
La Trans Adriatic Pipeline (TAP), ha ufficialmente consegnato al Ministero dell'Ambiente italiano, lo Studio di Impatto Ambientale e Sociale (ESIA).
TAP è il progetto che ha lo scopo di fornire un sicuro approvvigionamento di gas naturale dal giacimento di Shah Deniz in Azerbaijan verso l’Europa occidentale, attraverso la Grecia, l’Albania e il Mar Adriatico fino in Puglia.
Il documento di ESIA descrive la configurazione più aggiornata del gasdotto TAP in Italia, analizza i potenziali impatti del gasdotto sull’ambiente proponendo misure per mitigare gli impatti negativi e per rinforzare gli impatti positivi del progetto.
Il progetto TAP in Italia sarà costituito da una condotta lunga circa 5 km sulla terraferma (interrata) e circa 45 km in mare sino a un Terminale di Ricezione (PRT) in provincia di Lecce. Il gasdotto avrà una capacità di 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno; tale capacità potrebbe essere aumentata fino a 20 miliardi di metri cubi all’anno.
L’approdo del gasdotto è attualmente proposto sulla costa tra San Foca e Torre Specchia Ruggeri, nel territorio comunale di Melendugno (Lecce) e sarà realizzato ricorrendo alla tecnologia di micro tunnel. Questo consentirà al gasdotto di passare sotto la “Posidonia Oceanica” (habitat protetto) presente nell’area e, sotto la linea di costa per evitare qualsiasi impatto visivo sulle spiagge e sulle scogliere. Il gasdotto si collegherà alla Rete Nazionale di Snam Rete Gas.
L’attuale tracciato del Trans Adriatic Pipeline, con approdo nei pressi di Lecce, è stato identificato dopo tre anni di intensi lavori sul campo in Italia. Un gruppo di esperti, tecnici ed ingegneri hanno analizzato numerose alternative e selezionato questa rotta, che evita di attraversare aree sensibili dal punto di vista ambientale e minimizza i potenziali impatti negativi dal punto di vista sociale ed economico.
Le misure di mitigazione saranno adottate per prevenire gli impatti sull’ambiente costiero. La pianificazione delle attività di costruzione offshore nei mesi invernali consentirà di minimizzare le interazioni con le attività turistiche e con il periodo di riproduzione delle tartarughe marine. Tap è in contatto continuo con le organizzazioni non governative per assicurare il minimo impatto sia sulle aree che sulle specie coinvolte.
L’ESIA è stato preparato nel rispetto della legislazione italiana e in linea con le pratiche Ambientali e Sociali della European Bank for Reconstruction and Development (EBRD). Durante la fase di selezione delle alternative del tracciato del gasdotto, TAP ha consultato le comunità locali, gli enti amministrativi e altre parti interessate per raccogliere commenti e rispondere a eventuali preoccupazioni. Questo dialogo è ancora in corso.
Paolo Pasteris, Country Manager di TAP per l’Italia, ha dichiarato: “Vorrei sottolineare che il dialogo con le autorità regolatorie e le organizzazioni non governative, iniziato nel gennaio 2011, continuerà. TAP ha inoltre avviato un dialogo con la comunità locale e la ringrazia per il valido contributo dato sino ad ora e per i commenti forniti. TAP organizzerà altri incontri pubblici per sincerarsi che tutti gli interrogativi posti fino ad ora abbiano avuto una risposta e per trovare soluzioni alle questioni sollevate”.
Martin Ferguson, Responsabile di TAP per Ambiente, Salute e Sicurezza, ha aggiunto quanto segue: “La consegna dell’ESIA alle autorità italiane è un passo importante nella realizzazione del progetto di TAP. Abbiamo utilizzato un gruppo di esperti italiani e stranieri per effettuare una valutazione completa dei potenziali impatti ambientali e sociali e al fine di individuare i passi necessari per minimizzare o eliminare i potenziali impatti negativi. Attendiamo con piacere il momento per discutere ulteriormente con le comunità locali e con gli esperti, al fine di mantenere i più alti standard per la realizzazione di questo progetto. Sono fiducioso che TAP otterrà le autorizzazioni necessarie secondo i tempi previsti e permetterà il primo trasporto di gas dai giacimenti di Shah Deniz II nel 2017/2018”.
L’ESIA può essere consultato al seguente indirizzo, dove è possibile avere anche informazioni sulla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in Italia: www.tap-ag.com/esia/italia
TAP dà il benvenuto a commenti sull’ESIA attraverso i seguenti canali:
Email: esia-comments@tap-ag.com
Posta Ordinaria: Trans Adriatic Pipeline AG – Italy, Via IV Novembre, 149 – 00187, Roma, Italia
Fax: + 39 06 45 46 94 444
Formato per commenti online: www.tap-ag.com/it/dialogo
FINE
Richieste della stampa:
Monica Provini - mprovini@twistergroup.it - 02 438114227
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Informazioni sul Trans Adriatic Pipeline (TAP)
Il Trans Adriatic Pipeline (TAP) è un progetto per la realizzazione di un gasdotto che porterà in Italia e in Europa gas naturale proveniente dalla regione del Caspio passando attraverso la Grecia, l’Albania e il Mar Adriatico. Questo progetto contribuirà ad aumentare la sicurezza di approvvigionamento energetico dei mercati europei nel futuro.
Con l’apertura del nuovo “Southern Gas Corridor”, TAP aprirà un nuovo mercato per il gas naturale proveniente dalla zona del Mar Caspio.
Il progetto è stato concepito affinché la quantità di gas trasportato possa passare da 10 a 20 miliardi di metri cubi all’anno. Il progetto TAP prevede inoltre la possibilità di invertire il flusso di trasporto fino all’80% della sua capacità e la possibilità di sviluppare impianti di stoccaggio in Albania, al fine di garantire ulteriormente la sicurezza dell’approvvigionamento energetico.
Gli azionisti TAP sono la svizzera EGL (42,5%), la norvegese Statoil (42,5%) e la tedesca E.ON Ruhrgas (15%).
TAP sarà lungo approssimativamente 800 chilometri (suddivisi come segue: 466 km in Grecia; 204 km in Albania; 110 km di tratto off-shore nel Mare Adriatico; 5 km in Italia). Il trasporto avrà inizio nei pressi della frontiera Greco-Turca (Komotini), attraverserà l'Albania e il Mar Adriatico e si connetterà con il sistema italiano di distribuzione del gas naturale nei pressi di San Foca, in Italia.
